DOVE STA ANDANDO L’INDUSTRIA DELLO SHIPPING?

Industria dello shipping.

Quando ho cominciato a lavorare l’industria dello Shipping era fiorente, le Conference esistevano ancora ed i noli marittimi viaggiavano a livelli oggi impensabili.

Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito alla corsa al gigantismo, al crollo dei noli marittimi, alla formazione delle” Alliance”, ai sempre più frequenti fallimenti di Compagnie di Navigazione e spedizionieri.

Il 2016 è stato un anno “frizzante” che ha profondamente cambiato gli equilibri del  settore marittimo :  Maersk ha comprato Hamburg Sud, i due colossi cinesi, Cosco e China Shipping, si sono uniti, Hapag Lloyd ha comprato UASC, Hanjin è fallita.

Si noti che le Compagnie di Navigazione citate sono tutte raccolte nelle prime 20 posizioni della classifica 2015 (http://www.informazionimarittime.it/file/Top100%20-%202014%20-%20Alphaliner.pdf)

Il nuovo anno sembra mantenere l’inesorabile trend : è fresca la notizia della possibile acquisizione di OOCL da parte di Cosco, sono state annunciate le nuove collaborazioni che ALIBABA  avrebbe intrapreso con MAERSK e WCA e questa novità merita una riflessione : il processo di “messa in rete” dello Shipping è già iniziato da tempo ma l’entrata in scena di una operatore come Alibaba sposta l’asticella ad un altro livello;

 

 

 

DOVE STA ANDANDO L’INDUSTRIA DELLO SHIPPING?

Cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi anni?

Probabilmente  mercati globali e le rotte oceaniche diverranno “l’orticello” di poche Compagnie di Navigazione e di grossi gruppi di spedizionieri.

I mercati di nicchia, non considerati da questi giganti, rimarranno più protetti lasciando ancora un po’ di spazio a realtà più piccole, sempre che abbiamo la struttura e la possibilità di offrire alla clientela un valore aggiunto.

Certamente con un nolo dal Mediterraneo al Far East pari a $ 150 per container non ci paghiamo gli stipendi di tutti!

E la nuova chimera della rete informatica porterà una rivoluzione nel settore?

E’ poco probabile che gli esportatori/importatori di livello mondiale comincino a fare booking via internet invece che fare accordi preferenziali con Spedizionieri e Compagnie Marittime.

Gli operatori più piccoli, o quelli occasionali, avrebbero, però, la possibilità di saltare qualche passaggio della filiera logistica prenotando lo spazio nave direttamente “da casa”, come ormai succede con i biglietti aerei, con buona pace delle agenzie di viaggio.

E’ difficile fare una previsione sul futuro dell’industria dello shipping, ma per poter andare avanti è necessario un cambiamento strutturale, un rinnovamento radicale di tutto il settore altrimenti, per come sono oggi le cose, siamo arrivati alla fine.

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4 Commenti

  1. ai miei tempi (ho iniziato questo lavoro ben 38 anni fa) era più importante il contatto con il cliente rigorosamente SPEDIZIONIERE, la puntualità nella consegna della documentazione che veniva controllata prima della firma (non esisteva la firma elettronica) il contatto con l’armatore era quotidiano,
    ecc ecc ecc non vorrei passare per una nostalgica ma la tecnologia è ok solo se serve a semplificare o ridurre i tempi ma il contatto umano non potrà essere sostituito e lasciatemelo dire serve anche la professione altrimenti saremo solo la rotellina che innesca il meccanismo dello shipping automattizzato alla faccia dello sfruttamento del lavoro giovanile qualificato a discapito dei pochi che ancora questo mestiere lo conoscono almeno in parte.

    • Ciao Cinzia,
      hai ragione : ormai la professionalità è cosa rara…
      sono finiti i tempi dove alla Merzario tutti imparavano il lavoro e lo imparavano bene!

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