SHIPPING 2.0

L’industria dello shipping, i settori del trasporto e della logistica sono stati testimoni nell’ultimo decennio di profondi cambiamenti che hanno riscritto le “regole del gioco”.

Questa trasformazione è stata globale ed ha ridefinito gli equilibri di tutti i settori : politica e società, economia e finanza, cultura ed etica.

I punti di riferimento, le certezze delle generazioni precedenti sono “saltate” ed hanno lasciato il campo a filosofie di pensiero e lavoro nuove se non diametralmente opposte.

Adattamento e sopravvivenza sono le parole d’ordine di questo periodo storico.

Si potrebbe dire che ci sia stato un “upgrade” del sistema : preparati oppure no eccoci di fronte allo “shipping 2.0”.

Per fare in analisi di come si sia arrivati ad oggi, si può partire da quello che è stato il precedente “point break” del settore del trasporto quando, negli anni ’50, l’avvento del contenitore marittimo portò una rivoluzione epocale :  l’utilizzo di uno strumento che consentiva di caricare le merci senza movimentarle fino a destino offriva diversi vantaggi : minor carico danneggiato, migliori operazioni logistiche,  maggiore velocità di imbarco e sbarco.

L’inizio del processo di Globalizzazione, l’evolversi del diritto doganale nella disciplina internazionale ed infine il ruolo sempre più predominante del contenitore nella logistica furono il volano di una stagione  dove le relazioni e gli scambi internazionali si moltiplicarono esponenzialmente con beneficio degli operatori logistici.

Gli armatori iniziarono ad intensificare le rotte e ad investire su navi sempre più performanti.

Iniziava l’epoca delle Conference : accordi tra Compagnie di Navigazione che servivano le stesse rotte per stabilire le regole comuni del mercato, per non farsi concorrenza e per ripartirsi il traffico disponibile.

Se di fatto si trattava di un “cartello”, va detto che per far parte di una Conference era necessario avere determinati requisiti tra cui offrire un servizio qualitativamente elevato, puntuale, preciso e soprattutto effettuato con navi in ottime condizioni. Questo teneva gli standard dei servizi alti e redditizi.

Gli armatori “outsider” erano malvisti sia dalle assicurazioni che dai crediti documentari, trovavano poco spazio e non danneggiavano i membri delle Conference.

Nel 2008 l’Antitrust Europea decise di abolire le Conference : terminava una fase del trasporto marittimo ed avrebbe dovuto aprirsi un era di reale concorrenza.

Invece, complice la crisi mondiale che iniziava in quegli anni, partì una corsa al ribasso : l’aumento di stiva e la diminuzione dei traffici portarono ad una vertiginosa discesa del livello dei noli marittimi ad una crisi strutturare del sistema.

Cominciò il valzer delle acquisizioni e dei fallimenti ed si sviluppava il fenomeno delle Alliance : i Global Carriers che ormai avevano fatto uscire dai cantieri le mega navi, con l’esigenza di farle performare, cercavano di ottimizzare la stiva unendosi in alleanze di “vessel-sharing”.

Nel 1998 esistevano 6 alleanze che rappresentavano il 50% dei teus movimentati a livello mondiale.

Tra il 2000 ed il 2010 3 grandi alleanze (Grand Alliance, CKYH Alliance e New Word Alliance) comprendevano le prime 30 Compagnie di Navigazione nella classifica mondiale, ma c’erano ancora Armatori, tra i più grossi, che operano da soli, fuori dalle alleanze e dando quindi una diversificazione dei servizi.

Dal 2011 fino a poco tempo fa, a seguito di acquisizioni e fusioni, l’offerta era controllata da pochi operatori (Maersk, Msc, Cma Cgm, le “tigri asiatiche, e a seguire gli altri)

Il 2016 è un anno “frizzante”, per usare un eufemismo, che vede protagoniste le Compagnie di Navigazione ai primi posti della classifica mondiale : Cosco Container Line e China Shipping Container Line, i due colossi cinesi, si uniscono dando vita al gruppo Cosco China Shipping Container Line; APM-Maersk compra Hamburg Sud,  Hapag Lloyd annuncia l’acquisizione di UASC (United Arab Shipping Company) che si è formalizzata in questi giorni. Hanjin Shipping, colosso Coreano con una flotta di oltre 200 navi e 11 terminal, dichiara bancarotta con 85 navi bloccate fuori dai porti provocando uno “Tsunami” degli equilibri nel “risiko” dello Shipping.

Il 2017 inizia con lo stesso trend : si sparge la voce di un interesse di Cosco per acquisire il gruppo OOCL, poi smentito, o forse semplicemente rimandato. Intanto MSC acquisisce il 49% del gruppo Messina Line.

Ecco allora che gli equilibri dei mercati cambiano ancora una volta e prendono campo tre nuove alleanze globali (The Alliance, Ocean Alliance, H2M) con lo scopo di ottimizzare i costi e performare secondo le economie di scala.

La ristrutturazione dell’industria dello Shipping negli ultimi due anni è stata testimone della fine di 8 tra le maggiori Compagnie di Navigazione!

Parallelamente a questa crisi di settore, si sviluppa l’utilizzo della rete informatica applicata allo Shipping : le Compagnie di Navigazione si attrezzano per offrire alla clientela dapprima servizi di cargo tracing e poi cominciano ad utilizzare internet per inserimento booking, polizze, dati VGM e quant’altro.

Un fenomeno che è iniziato in sordina ma ha preso sempre più campo fino ad arrivare ai nostri giorni dove, in alcuni casi,  non si può prescindere dal suo sito internet per dialogare con la Compagnia di navigazione.

Stiamo assistendo a una nuova rivoluzione per alcuni versi simile a quello del contenitore : l’ingresso di uno strumento, la rete,  che permette di velocizzare procedure, tagliare costi e portare vantaggi a tutti i livelli della filiera logistica.

Non è molto che Alibaba ha annunciato l’inizio di una collaborazione con Maersk per effettuare le prenotazioni delle spedizioni direttamente online. Il servizio è disponibile in Cina già dal 22 dicembre scorso e nonostante ci siano state alcune indiscrezioni secondo cui il progetto non sia decollato, Maersk ha ufficialmente difeso l’accordo e confermato l’intenzione di investire.

L’e-commerce si è sviluppato nella logistica applicato soprattutto ai corrieri espresso ma le prospettive di guadagno si stanno concentrando su Linee di Navigazione e Case di Spedizioni che attraverso marketplace come Amazon, Alibaba, etc. saranno sempre più “on line”.

Sempre Alibaba, evidentemente il più attivo in questo settore ha stretto un accordo con il network WCA, il network mondiale di Freight Forwarders. Amazon e gli altri non tarderanno a guadagnare terreno.

Benvenuti nello Shipping 2.0

 

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